Qualche giorno fa ho avuto tra le mani un documento che, lo ammetto, mi ha colpito più di quanto mi aspettassi:
la tesi di fine percorso di Angelica Flamini, la ragazza che negli ultimi mesi ha svolto il suo stage qui, nel nostro negozio di Viale della Vittoria a Jesi, nell’ambito del corso ITS Turismo Marche in Sales and Marketing Management.
Non nascondo che l’ho letta con un po’ di curiosità e un po’ di orgoglio.
Curiosità perché è sempre interessante vedere come i giovani leggono, con occhi nuovi, un’attività che noi “addetti ai lavori” viviamo ogni giorno quasi per automatismo. Orgoglio perché, pagina dopo pagina, ho ritrovato descritto con precisione e sensibilità tutto quello che facciamo qui dentro: l’attenzione al cliente, la pazienza nell’ascoltarlo, la voglia di risolvergli un problema prima ancora che di vendergli un prodotto.
Per questo il primo motivo di questo articolo è semplice:
dire grazie ad Angelica.
Grazie per aver raccontato con onestà e competenza la sua esperienza da noi, per aver saputo unire la teoria studiata in aula alla pratica vissuta ogni giorno dietro al bancone, e per averlo fatto con una qualità di scrittura e di analisi che, sinceramente, non capita di vedere spesso.
Una ragazza che osserva, capisce e propone
Quello che mi ha colpito di più di Angelica, in questi mesi, non è stata solo la sua educazione o la sua voglia di imparare, qualità che pure conta moltissimo, ma la sua capacità di osservare la realtà con occhio critico e propositivo.
Non si è limitata a eseguire i compiti che le venivano affidati:
ha notato le cose che potevano funzionare meglio, ha fatto domande intelligenti, ha proposto soluzioni concrete, dal modo di raccontare i nostri servizi sui social fino all’idea di raccogliere in modo più strutturato le informazioni sui nostri clienti.
Questo, per un piccolo imprenditore come me, ha un valore enorme.
Chi lavora ogni giorno dentro un’azienda, per quanto la ami, rischia di perdere lo sguardo esterno, quello che vede con chiarezza dove ci sono margini di miglioramento.
I giovani come Angelica, con la loro formazione aggiornata e la loro freschezza, portano proprio questo: uno sguardo nuovo su cose che noi diamo per scontate da anni.
Un invito agli imprenditori: diamo fiducia e spazio ai giovani
L’esperienza con Angelica mi ha fatto riflettere su un tema che, come imprenditore e come persona attiva nel tessuto economico del territorio, mi sta molto a cuore:
quanto spesso noi imprenditori, magari senza nemmeno accorgercene, non diamo ai giovani lo spazio e la fiducia che meriterebbero.
Capita spesso di sentir dire che “i ragazzi di oggi” non hanno voglia di fare, che mancano di iniziativa, che serve sempre spingerli.
Nella mia esperienza diretta con Angelica, e non solo con lei, ho visto l’esatto contrario: ragazzi capaci, curiosi, con competenze spesso più aggiornate delle nostre, soprattutto su tutto ciò che riguarda il digitale e le nuove tecnologie.
Quello che spesso manca non è il talento, ma l’occasione di dimostrarlo.
Se un giovane non porta iniziativa, molto spesso è perché nessuno gliel’ha davvero chiesta, o perché non gli è stato lasciato lo spazio per sbagliare, provare, proporre. La fiducia è un investimento, e come tutti gli investimenti richiede il coraggio di rischiare qualcosa prima di vederne i frutti.
Ma da imprenditore posso dire con convinzione che è un investimento che ripaga: un ragazzo o una ragazza a cui viene data fiducia, responsabilità reali e la possibilità di mettersi alla prova, restituisce quella fiducia con impegno, idee e risultati concreti.
Per questo, rivolgendomi ai colleghi imprenditori che leggeranno questo articolo, mi sento di dire una cosa semplice: apriamo di più le porte delle nostre aziende ai giovani, ascoltiamoli davvero quando ci propongono qualcosa, e soprattutto diamo loro la possibilità di sbagliare senza il timore che questo comprometta il loro percorso.
È così che si formano i professionisti di domani, ed è così che le nostre imprese, soprattutto quelle piccole e radicate nel territorio come la mia, possono davvero rinnovarsi e crescere.
In bocca al lupo, Angelica
Angelica, se dovessi darti un consiglio dopo questi mesi passati insieme, sarebbe questo:
non perdere mai questa capacità di osservare, di fare domande e di metterti in gioco. Sono esattamente le qualità che fanno la differenza in qualunque percorso professionale, che tu decida di lavorare in un’azienda strutturata o di metterti in proprio un giorno.
Ti auguro un futuro pieno di soddisfazioni, personali e professionali, e sono sicuro che porterai con te, ovunque andrai, l’entusiasmo e la serietà che hai dimostrato qui da noi.
Grazie ancora per aver scelto di raccontare questa esperienza nella tua tesi, e in bocca al lupo per tutto quello che verrà.
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