Ci sono esperienze che nascono come semplici corsi di formazione e si trasformano in qualcosa di molto più profondo.
Le 6 ore di marketing strategico e vendita che ho avuto il privilegio di svolgere con i ragazzi del 5° superiore dell’Istituto Cuppari Salvati di Jesi sono state esattamente questo: un momento di formazione, ma soprattutto di crescita reciproca.
In aula c’erano 38 studenti maturandi, giovani pronti ad affacciarsi al mondo del lavoro, dell’università e delle prime scelte importanti. Ho impostato il percorso partendo da un principio chiaro: il marketing non è pubblicità, non è improvvisazione, non è “saper parlare bene”. Il marketing strategico è metodo, visione, capacità di leggere il mercato e creare valore.
Durante il corso abbiamo approfondito il marketing della vendita, parlando di:
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acquisizione del cliente,
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costruzione della proposta di valore,
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gestione del processo commerciale,
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importanza della relazione nel tempo,
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differenza tra vendere e creare valore.
Ho insistito molto su un concetto:
la vendita non è pressione, è responsabilità.
È la capacità di proporre una soluzione reale a un bisogno reale.
Ma la parte più intensa è arrivata nell’ultima lezione.
Le testimonianze di chi ha costruito il proprio percorso
Ho voluto portare in aula persone che rappresentano storie diverse ma accomunate da una cosa: la crescita costruita nel tempo.
Sono intervenuti:
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Maurizio Paradisi, Presidente CNA Regione Marche e fotografo di fama internazionale;
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Federico Ferretti, fotografo e collaboratore di Maurizio;
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Silvia Puri, artigiana e creatrice del brand @ioholastoffa;
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Leonardo Marotti, orafo designer e fondatore del brand Atto Primo Gioielli;
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Roberto Rocchegiani, Manager e Presidente FederManager Marche con un ruolo nazionale.
Ognuno ha raccontato la propria esperienza di vita, le difficoltà, le scelte, gli errori, i momenti di dubbio.
Non è stata una passerella, ma un dialogo autentico.
La parte più bella, però, non sono stati gli interventi in sé, ma la partecipazione attiva dei ragazzi.
Hanno fatto domande profonde, intelligenti, mai banali.
Due, in particolare, mi sono rimaste nel cuore:
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“Ma voi avete degli hobby?”
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“Cosa è per voi il successo? E siete contenti della vostra vita?”
Ti confesso che queste domande mi hanno colpito più di qualsiasi altra.
Non sono affatto superficiali. Anzi, racchiudono una maturità sorprendente.
Mi hanno fatto capire che questi giovani non guardano solo al lavoro o al guadagno. Sono attenti alla qualità della vita, agli equilibri personali, alla felicità autentica.
Per loro il successo non è solo carriera o fatturato, ma è anche famiglia, serenità, relazioni, tempo per sé.
Questo, a mio parere, è un segnale straordinario.
Significa che stiamo crescendo una generazione che vuole lavorare, sì, ma senza perdere se stessa.
Un gesto simbolico per chiudere il percorso
Alla fine del corso ho voluto lasciare un segno concreto. Ho regalato due pergamene simboliche:
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una con la poesia Gio Evan “Figli”, da donare ai genitori;
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una con la canzone Mannarino “Vivere la Vita”, che consiglio sinceramente a tutti di ascoltare.
Non è stato un gesto casuale.
Ho voluto ricordare ai ragazzi che, al di là delle competenze tecniche e professionali,
ciò che conta davvero sono i valori, le radici, la capacità di vivere pienamente.
Una richiesta che vale più di qualsiasi valutazione
Al termine del percorso, ho saputo che i ragazzi hanno espresso alla Prof.ssa Sonia Scarcia il desiderio di riproporre il corso anche il prossimo anno per i futuri maturandi.
Per me, questo vale più di qualsiasi attestato.
Significa che il messaggio è arrivato.
Significa che non è stato solo un corso di marketing, ma un momento di crescita reciproca.
Perché sì, lo dico con sincerità: sono stato io a crescere grazie a loro.
Quando si parla di marketing strategico, spesso si pensa a numeri, analisi, strategie competitive.
Ma questa esperienza mi ha ricordato che al centro di tutto ci sono sempre le persone.
Ringrazio di cuore la scuola Cuppari Salvati, la professoressa Sonia Scarcia, tutti gli ospiti intervenuti e soprattutto i 38 ragazzi che hanno reso questo percorso breve ma intensissimo.
A loro voglio dire:
continuate a farvi domande profonde, continuate a cercare il vostro equilibrio, continuate a dare valore alla vita oltre che al lavoro.
Vi auguro buona vita.
E grazie, perché mi avete regalato molto più di quanto io abbia potuto insegnarvi.
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