Negli ultimi anni i dati sulle aperture e chiusure delle attività commerciali nelle Marche parlano chiaro: il commercio tradizionale sta attraversando una crisi strutturale, mentre crescono i servizi e le attività legate all’online.
Un segnale evidente che il commercio marchigiano è davanti a una nuova rivoluzione.
Come Presidente CNA Commercio e Turismo seguo da vicino questa trasformazione, e oggi è evidente che il settore non può più essere trattato con le stesse logiche del passato.
Il cliente è cambiato: sceglie, compara e acquista online, spesso prima ancora di entrare in negozio.
Per questo il futuro del commercio non è la chiusura delle vetrine, ma la loro evoluzione — verso modelli più digitali, flessibili e connessi.
Oggi serve formazione per i commercianti, serve accompagnamento tecnologico, e servono politiche dedicate.
E qui nasce una proposta concreta che intendo portare alla Regione Marche e alla Camera di Commercio:
👉 è tempo di separare il Commercio dal Turismo.
Le due realtà, pur connesse, vivono dinamiche completamente diverse.
Il turismo marchigiano sta crescendo, sostenuto da eventi, infrastrutture e promozione territoriale;il commercio, invece, sta lentamente scomparendo, specialmente nei borghi e nei centri storici, dove le vetrine chiuse rendono le nostre città sempre meno attrattive e vitali.
Un negozio che chiude non è solo un’impresa che scompare: è un pezzo di comunità che si spegne, è luce che si spegne in una via del centro, è un servizio in meno per i residenti e per i turisti stessi.
Per questo è urgente creare referenti esclusivi per il commercio, capaci di ascoltare e rispondere alle esigenze di chi ogni giorno tiene aperta una serranda, spesso con sacrificio e determinazione.
Solo così potremo mettere in campo strumenti concreti: incentivi alla digitalizzazione, formazione gratuita sulle nuove tecnologie, piani di rilancio per i centri storici, e iniziative per favorire la collaborazione tra negozi fisici e canali online.
💡 Il commercio non è finito. Sta solo cambiando.
Ma per rinascere ha bisogno di politiche mirate, di visione, e di una rappresentanza autonoma e competente.
Solo così potremo far sì che i nostri borghi tornino a vivere — e che dietro ogni vetrina si riaccenda la luce di un’impresa.
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