Desidero esprimere, in prima persona, il mio più sincero apprezzamento e le mie congratulazioni alla Regione Marche per il brillante risultato ottenuto nel riportare in utile l’aeroporto di Ancona.
Un traguardo che non è solo economico, ma soprattutto strategico per l’intero sistema turistico e imprenditoriale del nostro territorio.
Negli ultimi anni, grazie a una visione lungimirante e a un lavoro costante di programmazione, la Regione ha saputo investire in infrastrutture e nuovi collegamenti, potenziando in modo significativo la rete di voli nazionali e internazionali.
Tra questi, merita una menzione speciale la tratta Ancona–Charleroi, che sta diventando un vero e proprio ponte culturale e turistico tra le Marche e il Belgio.
Non è un caso se, proprio ieri, durante la riunione della Presidenza CNA di Jesi e Vallesina, abbiamo avuto una testimonianza diretta di quanto questi sforzi stiano producendo risultati concreti.
La riunione si è tenuta presso il Ristorante Il Padellino di Rosora, un luogo accogliente dove desidero anche complimentarmi per l’ottima cucina e, in particolare, per l’inedita e deliziosa pizza al padellino, una vera scoperta gastronomica che merita di essere provata.
Ebbene, arrivando al ristorante, ci siamo trovati davanti a una scena che mi ha colpito profondamente e che riassume perfettamente il senso di questo mio ringraziamento alla Regione.
Nel piazzale antistante erano parcheggiate sei splendide moto d’epoca, con targa belga. Sei turisti provenienti direttamente dal Belgio, arrivati nella nostra Vallesina per un viaggio tra colline, borghi e sapori autentici delle Marche.
La cosa straordinaria è che uno di loro, qualche tempo fa, era atterrato proprio all’aeroporto di Ancona Falconara con un volo da Charleroi. Quel primo viaggio gli aveva fatto scoprire la nostra terra, la sua gente e la sua bellezza autentica.
Se n’è innamorato al punto da acquistare una casa vacanze ad Apiro, piccolo gioiello incastonato tra le colline maceratesi. E oggi, grazie a lui, altre persone dal Belgio stanno scoprendo le Marche, dando vita a un flusso spontaneo di turismo “incoming” che nasce dal passaparola, dalla meraviglia e dall’esperienza diretta.
Vedere sei motociclisti arrivare dal Belgio con le loro moto d’epoca per visitare la Vallesina non è solo un episodio curioso: è un simbolo di rinascita turistica e identitaria. Significa che quando le infrastrutture funzionano, quando i collegamenti aerei diventano efficienti e costanti, la nostra regione riesce finalmente a esprimere tutto il suo potenziale.
Come Presidente Provinciale CNA Commercio e Turismo, questo episodio mi dà ulteriore forza e convinzione nel sostenere con decisione la scelta strategica della Regione Marche di potenziare sempre più il nostro aeroporto. È una scelta che guarda al futuro, che crea opportunità per gli operatori del turismo, per le imprese, per i ristoratori e per tutto l’indotto locale.
Le Marche hanno tutto ciò che un turista moderno cerca:
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il mare limpido e accogliente della Riviera del Conero,
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le colline dolci e ordinate della Vallesina e del Verdicchio,
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i borghi medievali intatti, dove il tempo sembra essersi fermato,
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i monti e i parchi naturali per chi ama l’avventura,
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una gastronomia autentica e varia, che sa unire mare e terra in modo unico,
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e soprattutto, un’ospitalità sincera che nasce dal cuore della nostra gente.
Chi visita le Marche, anche solo una volta, ne rimane inevitabilmente affascinato.
C’è una forma di bellezza tranquilla e profonda, lontana dai circuiti del turismo di massa, che conquista lentamente ma in modo indelebile. Ed è proprio questo che rappresenta la nostra forza: un territorio capace di sorprendere chiunque lo scopra.
L’aneddoto dei motociclisti belgi non è dunque solo una curiosità: è la prova vivente che investire sui collegamenti aerei significa investire sul futuro del turismo marchigiano. Ogni nuovo volo è una porta aperta verso il mondo, un’occasione per raccontare la nostra identità, le nostre eccellenze e la nostra qualità della vita.
Come rappresentante del settore commercio e turismo, mi sento di ringraziare personalmente la Giunta Regionale delle Marche, e in particolare chi sta lavorando con visione e determinazione per rendere l’aeroporto di Ancona un vero hub turistico del centro Italia.
In un momento storico in cui molti territori faticano a emergere, le Marche stanno costruendo una strategia coerente e ambiziosa, capace di unire infrastrutture, cultura, accoglienza e promozione del territorio. E gli effetti sono già tangibili: più turisti, più investimenti, più visibilità internazionale.
Sono convinto che, continuando su questa strada, vedremo sempre più viaggiatori arrivare da ogni parte d’Europa — non solo dal Belgio, ma anche da Francia, Germania, Paesi Bassi e Scandinavia — per scoprire quella che molti definiscono “la regione che non ti aspetti”, ma che, una volta conosciuta, ti resta nel cuore per sempre.
Ecco perché oggi, con orgoglio e con un profondo senso di appartenenza, desidero dire grazie alla Regione Marche: per aver creduto nell’aeroporto, per aver investito nel turismo, e per averci restituito il sogno — concreto e possibile — di vedere la nostra terra finalmente al centro delle rotte europee e nel cuore dei viaggiatori di tutto il mondo.
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